Armi all’Ucraina, la Camera approva le mozioni di maggioranza, Pd e Terzo polo. Respinta quella dei 5 Stelle- Corriere.it

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da Editoriale politico

I centristi: “Il governo prenda una linea”. Il ministro degli Esteri Tajani: «A breve il ministro della Difesa Crosetto presenterà al Consiglio dei ministri il decreto per prorogare i decreti già adottati in scadenza il 31 dicembre»

Sulla questione diinvio di armi in Ucraina
laggiù Movimento del Movimento 5 Stelle – su cui il governo aveva espresso parere contrario – lo era bocciato dalla Camera con 193 no, 46 ​​sì e 75 astenuti. Via libera alla mozione di unità del centrodestra: parti del documento, che tra l’altro dicono che va bene continuare con la spedizione di armi a Kiev, sono state votate anche dall’opposizione. Concorda anche con la mozione partito Democratico e quello di Azione IV ad eccezione dell’impegno che prevedeva «di continuare senza riserve l’attività di sostegno economico e militare a Kiev e al popolo ucraino, in continuità con le azioni intraprese e le misure assunte dall’Esecutivo sotto la guida di Mario Draghi, anche attraverso il ‘invio di nuovo materiale bellico, tenendo informato il parlamento delle decisioni che verranno prese’. I testi di dem e Derdepaal sono stati adottati con voti divisi, con a gioco di astinenza incrociata tra la maggioranza e i gruppi politici proponenti.

La mozione di centrodestra vincola il governo «a supporto delle iniziative regolamentari necessarie per prorogare fino al 31 dicembre 2023 l’autorizzazione, previa designazione delle Camere, al trasferimento di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell’Ucraina nei termini e con le modalità stabilite dall’art. 2-bis del decreto-legge 25 febbraio 2022, numero 14″ e “di assumere tutte le iniziative necessarie per raggiungere l’obiettivo della spesa per la difesa pari al 2% del PIL entro il 2028, copromuovendo, nell’ambito del riforma del Patto di stabilità e crescita, l’esclusione dal calcolo dei vincoli di bilancio della spesa per investimenti nel settore della difesa e un aumento delle risorse umane e finanziarie destinate alla politica estera, quale strumento fondamentale per la tutela dell’interesse nazionale». Intanto il ministro degli Esteri Antonio Tajanial termine della riunione ministeriale Nato a Bucarest, ha assicurato: «Presto il ministro della Difesa Crosetto presenterà al Consiglio dei ministri il decreto di proroga dei tempi delle decisioni già adottate che scadranno il 31 dicembre per un’eventuale consegna di mezzi militari a Ucraina, ovviamente, sempre soggetta a passaggio parlamentare”.

Per il sostegno a Kiev, l’esecutivo, guidato da Giorgia Meloni, ha quindi deciso di tornare alla Camera. Il dibattito sulle mozioni ed e si è svolto a Montecitorio Giuseppe Conte, presidente del Movimento Cinque Stelle, aveva invocato un nuovo quadro di intervento “non più procrastinabile” (ecco le posizioni delle parti). «Chiediamo – ha detto l’ex premier nel presentare la mozione poi respinta – un passaggio nelle aule parlamentari affinché sia ​​garantito il diritto dei cittadini a un’informazione trasparente. Se il governo vuole propugnare una linea bellicosa “armi ad oltranza e zero trattative”, venga alla Camera a dirlo, a metterci la faccia”, si legge nell’invito del leader pentastellato. : “Chiediamo un cambio di passo dalla Nato e dall’Ue e soprattutto dal nostro Paese”.

Ettore Rosatopresidente di Italia viva, ha chiesto all’esecutivo di “esprimere una linea in parlamento”: “La mozione del Pd – spiega – è condivisibile come la nostra, la mozione del M5S non dice quello che dicono i Cinque Stelle. è necessario mantenere unito il Paese su questo particolare aspetto, il governo dovrebbe fare uno sforzo per prestare attenzione a questo passaggio”.

Davanti Nicola Fratoianni, dei Verdi e dell’Alleanza di Sinistra, «la retorica delle armi alla conquista della pace è insieme retorica e priva di fondamento. Oggi serve un cambio di passo. Hai cercato gli amici di Putin tra i pacifisti quando era chiaro dove trovarli, compreso te in questo governo. Putin è un uomo di destra, un nazionalista di destra, bisogna cercare i suoi amici di destra, loro ci sono sempre stati. Il cessate il fuoco è l’unica cosa, la retorica della guerra dei valori, che l’europeismo ha sacrificato in nome dell’atlantismo”. Per questi motivi il gruppo ha invocato “un cambio di passo, la necessità di una verifica, di una “” iniziativa politica per costruire la pace. Per niente indifferente, per niente equidistante, diciamo la pace, soprattutto in nome degli aggrediti e delle vittime», conclude Fratoianni. mozione di Verdi e la sinistra di 246 no, 54 sì e 1 astenuto.

Ha votato a favore delle mozioni che obbligano l’Italia a continuare gli aiuti militari all’Ucraina +Europa, ha annunciato il segretario alla Camera Benedetto Della Vedova: “Spero che tutti siano d’accordo sul fatto che solo una persona è responsabile di questa brutalità, che solo una persona è responsabile della distruzione delle infrastrutture civili, della rete elettrica ucraina, del fatto che a Kiev in inverno l’elettricità è solo per tre ore e che solo una persona è responsabile del disastro umanitario, delle vite dei civili e dei militari devastati da questa guerra insensata, irragionevole e immotivata: Vladimir Putin.Il vero problema che ci divide è il sostegno militare all’Ucraina E questo è il vero tema della discussione odierna delle mozioni: per +Europa l’Italia deve continuare all’indomani di quanto il governo Draghi ha fatto con grande serietà a favore, anche in termini difensivi, degli ucraini aiutando la popolazione inviando strumenti di difesa”.

30 novembre 2022 (modifica 30 novembre 2022 | 12:37)

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