Birmania: coltivazione del papavero riesplosa dopo il golpe – Ultima Ora

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(ANSA) – BANGKOK, 26 GEN – La coltivazione del papavero è nuovamente esplosa in Birmania dopo il colpo di stato militare del febbraio 2021 che ha spazzato via anni di progressi nella lotta al narcotraffico, secondo un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e la droga. (UNODC).
L’area di terra utilizzata per la coltivazione del papavero, da cui si estraggono oppio ed eroina, è aumentata del 33% in un anno per raggiungere i 40.100 ettari entro il 2022, afferma il rapporto. La produzione totale è stimata in 790 tonnellate, con un aumento dell’88% rispetto allo scorso anno, dovuto principalmente a tecniche di coltivazione più efficienti.
È un record dal 2013, afferma lo studio, che si basa su immagini satellitari e indagini sul campo.
Questi dati segnano una pausa da sei anni di declino fino al 2020, coincidendo con la fascia democratica messa in campo dalla leader civile Aung San Suu Kyi, arrestata dopo il golpe.
Si stima che l’economia del papavero della Birmania valga dai 660 ai 2 miliardi di dollari, dall’1 al 3% del PIL, a causa dell’aumento della produzione di droghe sintetiche, secondo l’UNODC. Il prezzo medio al chilo pagato all’agricoltore è aumentato del 69% in un anno fino a raggiungere i 281 dollari nel 2022, afferma il rapporto.
Come risultato delle turbolenze economiche seguite al colpo di stato, circa il 40% della popolazione viveva al di sotto della soglia di povertà entro il 2022, una cifra in aumento che ha spazzato via quasi un decennio di progressi in questo settore, secondo la Banca Mondiale. Molti lavoratori hanno dovuto lasciare le aree urbane per coltivare campi di papaveri nelle zone rurali (ANSA).

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