Boniciolli spiega l’Apu che sarà: «Siamo in linea con l’anno scorso, lotteremo per la A1»

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A una settimana dal derby con il Cividale, l’Old Wild West è secondo in classifica, ma non in maniera del tutto convincente per il grande potenziale che ha. Nello spogliatoio degli allenatori dell’Apu, Matteo Boniciolli è un diluvio. Spinto da una dozzina di domande. Un paragone franco, non tenero (che bellezza).

Boniciolli, sei secondo in classifica, ma la tua squadra non convince ancora con i gol che ha. Concordare?

«No. Tutte le statistiche dicono che siamo in linea con lo scorso campionato, sette vittorie e due sconfitte, attacco difesa quasi alla pari».

Ma la formula è diversa, lo scontro diretto perso con Pistoia rischia di pesare sulla seconda tappa.

“L’obiettivo è arrivare in forma e in salute, non come nella finale di un anno fa dove perdemmo 4 giocatori. E poi ho fatto due finali dal settimo posto. Dopodiché abbiamo tante cose da migliorare, ma abbiamo abbastanza tempo per farlo».

A Pistoia, però, il ko è stato brutto…

“Brutta giornata”.

Sicuro?

“Non c’entra niente, ma non ci siamo limitati a questa considerazione: l’abbiamo analizzata con grande attenzione”.

Se la squadra riesce a giocare a tutta velocità, è spettacolare ed efficace. Ma perché fai fatica a controllare il ritmo delle partite?

“Sono d’accordo, quando giochiamo in velocità siamo devastanti. Domenica l’abbiamo fatto per 15 minuti e poi abbiamo mollato, perché gli avversari ci sono e, con rotazioni limitate per scelta, l’intensità è calata. Ma si esce sempre a distanza e questo è fondamentale».

Perché tenere fuori Antonutti e Mussini?

“Abbiamo preso le loro statistiche e preso una decisione. Il capitano si è messo a disposizione, Mussini mi ha dimostrato anche oggi in allenamento di aver capito di nuovo a giocare. Dopo un brutto ko come quello di Pistoia, si trattava di ridurre le rotazioni e superare le difficoltà».

Quindi hai intenzione di sfoltire la squadra?

“No, la filosofia di avere un roster da 12 giocatori, perché adesso c’è anche Fantoma, rimane. Ed è quello che ci porterà a lottare per la A1 anche quest’anno. Era e resta la filosofia dell’azienda».

A proposito di Fantoma sorpreso dal suo debutto?

“No, è un ragazzino con una super mentalità e ha perso due anni di allenamento a causa del Covid. A livello di mentalità mi ricorda Gianluca Basile. Sarà un piccolo attaccante della Serie A1. Se, come fa, accetterà la nostra proposta di fare la guardia, diventerà invece un giocatore di Eurolega».

La coppia americana ti convince?

“Sì, ma non possiamo sperare che prenda più della metà dei tiri della squadra come ha fatto domenica o non vinciamo il campionato. Dobbiamo alzare il livello degli altri, ci stiamo lavorando».

Gaspardo e Mian non si sono ancora adattati in A2?

«Se il terzo violino della Scala di Milano va a suonare nell’orchestra del Fvg, non può subito suonare il primo violino. Richiede tempo. La dedizione che hanno dimostrato, quelli che hanno a cuore questa missione di Udine perché sono friulani, mi rassicura. Mian non segna ma difende forte, Gaspardo lotta».

Torniamo negli Stati Uniti. Notiamo un buon feeling a Briscoe.

“VERO. È un grande giocatore. È più forte di Charlie Smith perché è discreto uno contro uno. E poi a lui e Sherrill piace passare la palla ai loro compagni di squadra.”

Palumbo rischia di stare “zitto” con loro?

“Se gioca come può, no, anzi. E lo sa bene. Conosci il notaio dei quiz televisivi? Ecco un tale allenatore: scrive le statistiche e decide così di far giocare i suoi atleti. Se il risultato non cambia alla seconda rotazione, si resta in panchina. Questo è tutto.

Palumbo e gli altri lo capiscono perché lo spirito del gruppo è buono. Dopo la brutta finale contro la Fortitudo, Gaspardo mi ha detto con franchezza: non ero arrabbiato per la sostituzione, ma perché sapevo di aver giocato male».

Mister, i tifosi ti chiedono questa benedetta Serie A1.

“Tranquilli, a giugno lotteremo per recuperare”.

Che effetto avrà giocare un derby non contro Trieste o Gorizia, ma a Cividale tra una settimana?

“Zero”.

Esce dal “suo” camerino. Niente convenevoli (che meraviglia). Ci interessava capire alcune cose. Brivido: al di fuori dei monologhi post-partita, l’Apu 2023 per magia è più simile a una squadra. —

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