Bonus e benefit per chi fa figli nella Ue: zero tasse, oltre 600 euro a famiglia e auto in regalo | Milena Gabanelli

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Investimenti in Italia e in UE

L’Italia è uno dei Paesi europei che spende meno per il sostegno alla famiglia e per le politiche sulla natalità. Nel 2019 appena investito1,1% del PIL (circa 20 miliardi). 3,3% della Germania (116 miliardi) e il 2,3% della Francia (62 miliardi). Gli unici che stanno peggio sono Cipro (1% del PIL) e Malta (0,8%). Un totale di 315 miliardi di euro sono stati spesi per assegni familiari e per i figli in tutta l’UE, pari al 2,3% del PIL europeo. Una prima inversione di tendenza è arrivata con il Governo Draghi che nel 2022 aumento della spesa per le politiche di sostegno alla famiglia nel1,4% del PIL (circa 26 miliardi, 6 in più) e introdotto l’assegno unico e universale (Ahia). L’Auu è una misura universalista (vale per tutte le famiglie con bambini), strutturale (finanzio il figlio fino a 18 anni, se studia o cerca lavoro fino a 21 anni) e progressivo (il controllo di 175 euro al mese per bambino per le famiglie meno abbienti, 50 euro per i ricchi). Per ogni figlio successivo al secondo, un aumento di 85 euro Fino a 15€ al mese. L’importo di 175 euro riguarda la metà delle famiglie italiane, mentre un contributo di 100 euro al mese raggiunge quella parte della classe media con un reddito familiare compreso tra 60 e 70mila euro (stime Sig.ra). Il provvedimento è stato esteso anche ai figli di immigrati se i genitori sono in possesso del permesso di soggiorno da almeno 6 mesi. Nei primi 9 mesi dell’anno sono quasi arrivati 6 milioni di domande (5.982.892) riferito a più di 9 milioni di bambini (9.176.144) e sono stati pagati 8,9 miliardi di euro.

Assegni familiari in Europa: i due modelli

Tutti i paesi europei hanno un tasso di fecondità inferiore a due figli per donna. Il più importante approcci seguiti per sostenere la natalità sono due completamente differenti. Li ha fotografati un recente studio pubblicato dal British Medical Journal. Il primo, tipico di Francia e da Germaniasi concentra sul persona, Compresopromuovo diritti e il parità dei sessi. La seconda, invece, prevalentemente in Polonia E Ungheria e definito pronatalista, fa pressione sulle donne in modo che si sposino e abbiano di più figli maschi possibile per il bene della nazioneimponente ruoli familiari e da genere conservatore.

In Francia

La Francia, invece, investe nel futuro da decenni e infatti ha il tasso di fecondità più alto d’Europa (1,83). Le tasse non sono su base individuale ma sono calcolate sul reddito familiare complessivo (quoziente familiare). Tutti i principali controlli dipendono dal reddito cioè sono più consistenti per i meno abbienti e raccolti anche dai residenti stranieri. La misura più importante èdivisione familiarecontributo che finanzia famiglie con almeno due figli fino a 20 anni (25 se stanno studiando). L’importo base di 140 euro al mese, 320 euro per le persone con tre figli, 500 euro da 4 figli. Dopo i 14 anni c’è un ulteriore aumento 88 euro a bambino. Poi ci sono i premio alla nascita (970 euro), ilassegno mensile di base per i bambini fino a tre anni (175 euro al mese) e l’indennità di inizio anno scolastico (tariffa base: 378,87 per i bambini dai 6 ai 10 anni, 399,77 per i bambini dagli 11 ai 14 anni, 413,62 per i bambini dai 15 ai 18 anni). La legislazione francese prevede inoltre che i genitori possano avvalersi a lungo termine del lavoro a tempo parziale (in linea di principio, un anno, ma questo può essere esteso fino a un massimo di tre anni). Lo stato copre parte dello stipendio mancante.

Polonia e Ungheria

I paesi dell’Europa orientale hanno subito un forte crollo demografico dopo il 1989. Negli ultimi dieci anni hanno cercato di cambiare rotta. In Polonia dopo il fallimento dello schema Famiglia 500+Dal 2022, il governo conservatore nazionale ha lanciato Family Care Capital, un programma che a 213 euro al mese l’assegno statale per il secondo e successivo figlio. Il tasso di fecondità nel 2021 rimane basso: 1,3. In Ungheria, invece, i sussidi economici sono molto più leggeri: 30 euro al mese per il primo figlio 37 per il secondo e 44 per il prossimo. Il focus è su agevolazioni e agevolazioni fiscali: le donne che si sposano sotto i 40 anni hanno a prestito agevolato ma anche famiglie con due bambini. Se hai 3 figli, lo stato prevede un’indennità per un’auto a 7 posti. Dal quarto figlio, nessuna tassa viene pagata a vita. Dopo una ripresa iniziale nell’ultimo decennio, il tasso di fecondità in Ungheria si è stabilizzato a 1,5 figli per donna. Nonostante l’impegno per la famiglia e l’enfasi sui valori conservatori, i paesi dell’est hanno mostrato una grande riluttanza a investire nell’uguaglianza di genere e nell’assistenza all’infanzia. Oggi Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia hanno i tassi di iscrizione all’asilo più bassi dell’Unione Europea (meno del 10%), mantenendo inalterata un’organizzazione familiare incentrata sulla cura della donna. L’Ungheria se la cava un po’ meglio (16%). In Polonia le restrizioniaborto sono state ulteriormente inasprite (l’aborto è praticamente possibile solo se la madre rischia la vita), vietata la distribuzione gratuita di contraccettivi, vietata la sterilizzazione volontaria, limitato lo screening prenatale.

30 novembre 2022 | 07:12

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