Calenda chiedeva a Pd-M5s di fare insieme il salario minimo, Azione-Iv si astiene sulla mozione del governo (che lo affossa)

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Montecitorio ha approvato la mozione del governo che prevede l’introduzione dell’art salario minimo. E oltre ai voti della maggioranza, l’esecutivo poteva contare sull’astensione del 19 rappresentanti di Azione-Italia viva. Un segnale tutt’altro che secondario: sebbene non sia necessario far passare il testo, i voti sono l’ennesima apertura che ne deriverà Matteo Renzi E Calendario Karel. E pensare che meno di due settimane fa l’ex europarlamentare ha invitato l’opposizione a lavorare insieme attraverso i microfoni di La7 il salario minimo a 9 euro. Quindici giorni dopo, il suo partito decide di mostrare aperture alla maggioranza, anche se il contenuto va contro quello che aveva in mente il proprio programma elettorale. Intanto dall’opposizione è arrivata quella cenere che la stessa Calenda aveva invocato: Pd-M5s-Alleanza Verdi e Sinistra hanno votato insieme le rispettive mozioni. Che, anche se respinti, hanno quindi guadagnato più potere. Soprattutto alla luce del fatto che la questione del salario minimo era l’ultimo punto da raggiungere prima della caduta del governo Draghi. Ma il leader di Azione resta interessato a quanto sta accadendo a destra nonostante gli annunci e a meno di 24 ore dall’incontro con Giorgia Meloniha dimostrato di essere pronto a entrare nel governo. Azione L’Italia è vivacontestualmente si è astenuto su proposta del Pd e ha votato contro quella del Movimento 5 Stelle.

Mozione del governo – Ma cosa dice il testo della dirigenza? Il no al salario minimo è nero su bianco. Il governo, si legge, dovrà invece “raggiungere l’obiettivo della tutela dei diritti dei lavoratori attraverso una serie di iniziative, a partire dall’attivazione di percorsi intermedi tra le parti non coinvolte nella contrattazione collettiva”, per i motivi e le cause di non applicazione”. La mozione è stata approvata con 163 voti favorevoli, 121 contrari (M5s, Pd e AVS) e 19 astenuti (i deputati del Terzo Polo). I testi dell’opposizione sono stati respinti: i presentatori non hanno accettato le riformulazioni proposte dal governo.

In particolare, il testo promesso impegna il governo a raggiungere l’obiettivo della tutela dei diritti dei lavoratori non con l’introduzione del salario minimo, ma attraverso le seguenti iniziative) di attivare percorsi interlocutori tra i soggetti non coinvolti nella contrattazione collettiva, al fine di monitorare e comprendere, attraverso l’analisi puntuale dei dati, ragioni e cause della mancata applicazione; (b) estendere l’efficacia dei contratti collettivi nazionali relativamente più rappresentativi, utilizzando gli elementi forniti dalle indagini fattuali precedentemente svolte a livello nazionale, alle categorie di lavoratori non inclusi nei contratti collettivi nazionali; c) avviare un processo di analisi relativo alla contrattazione collettiva nazionale, coinvolgendo, soprattutto in alcuni ambiti, un numero elevato di lavoratori, in considerazione della frequente aggiudicazione di gare che veicolano il concetto di “migliore offerta economica”.

Quindi il governo dovrà farloattuare una serie di misure competenti per contrastare i cosiddetti contratti pirata a favore di una più ampia applicazione dei contratti collettivi, con particolare attenzione alle negoziazioni di secondo livello e ai cosiddetti contratti di prossimità; sostenere l’apertura di un tavolo di confronto che garantisca il pieno coinvolgimento delle parti sociali e del mondo produttivo sul tema cruciale delle politiche volte alla riduzione del costo del lavoro e alla riduzione del cuneo fiscale, al fine di rilanciare lo sviluppo economico delle imprese per gonfiare, aumentare occupazione e potere d’acquisto dei lavoratori; realizzare interventi e azioni per liberare risorse da altre spese pubbliche per destinarle al mercato del lavoro e favorire l’occupazione che è il motore della crescita del nostro Paese, e attuare una serie di politiche attive per accelerare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro (es. alternanza scuola-lavoro).

L’Asse Pd-M5s-Sinistra-Verdi – Il primo segnale è arrivato dall’ex ministro dem Andrea Orlando“Non siamo interessati a mettere bandiere”, ha detto. “Votiamo per tutte le mozioni che puntano all’introduzione di un salario minimo”. Parola poi rispettata anche da Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Parlando a nome dei 5 stelle, Francesco Silvestri ha definito quella sul salario minimo “una delle nostre storiche battaglie per dare un grande segnale di civiltà al Paese e tutelare milioni di persone. Con questo provvedimento tutte le forze politiche possono lanciare un segnale forte di ascolto delle esigenze dei cittadini. Per questo motivo, aspettiamo coloro che si sono espressi con questa disposizione nelle ultime settimane seguire le parole con i fatti e quindi adempiere pienamente al suo mandato politico. Noi del Movimento 5 Stelle ci siamo e rimaniamo coerenti con i nostri valori e obiettivi, speriamo che anche altri vogliano seguire questa strada e mettere al primo posto le esigenze dei cittadini”. Un segnale che è arrivato da dem e Alleanza Verdi Sinistra, ma non di Azione-Italia viva.

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