Davide Rebellin è morto: investito da un camion nel Vicentino

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Il 51enne è stato colto alla sprovvista a Montebello Vicentino. Dalle prime segnalazioni emerge che il camionista non si è fermato

Un’altra tragedia sulla strada. Davide Rebellin, 51 anni, è stato investito da un camion ed è morto lungo la strada regionale 11, nel territorio del comune di Montebello Vicentino.

Secondo una prima ricostruzione dell’incidente, il mezzo pesante arrivato subito dopo pranzo da una rotonda all’uscita di un ristorante per camionisti ha investito l’uomo in bicicletta, che è morto sul colpo. I carabinieri sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell’incidente, ma le prime informazioni indicano che l’automobilista non si è fermato e si è allontanato. Ma non è ancora chiaro se si sia accorto o meno della collisione con il ciclista.

I successi

Una carriera lunga più di trent’anni tra i professionisti, dall’agosto 1992 (subito dopo le Olimpiadi di Barcellona) al 16 ottobre 2022, quando correva la Classica del Veneto nella sua regione: la carriera di Davide Rebellin è stata più unica che rara, nato il 9 agosto , 1971 La sua prima squadra fu la GB-MG: con i compagni Franco Chioccioli, Mario Cipollini e Franco Ballerini.

Il corridore vicentino ha conquistato tante classiche, ma su tutte spicca l’anno d’oro 2004, quando vinse per primo nella storia l’Amstel Gold Race, la Freccia Vallone (conquistata in totale 3 volte) e la Liegi-Bastogne-Liegi. Ma nel palmares spiccano anche San Sebastian, il GP di Francoforte, tappe al Giro (è stato anche maglia rosa) e la Vuelta, la Tirreno-Adriatico e la Parigi-Nizza. Nel 2008 vince la medaglia d’argento nella prova in linea alle Olimpiadi di Pechino, poi tolta per la positività al Cera. Un caso molto controverso, per il quale fu successivamente assolto sette anni dopo dal tribunale di Padova: si era sempre dichiarato innocente. Molte le maglie indossate da Rebellin, tra cui Francaise des Jeux, Polti, Liquigas e Gerolsteiner. L’ultima è stata quella del Servizio Lavoro. Tanti i commenti di cordoglio sui social, soprattutto quello del tecnico azzurro Daniele Bennati: “Ditemi che non è vero”.

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