i nuovi costi e le proteste dei consumatori- Corriere.it

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I prezzi elevati colpiscono anche gli operatori telefonici, che hanno iniziato nei mesi scorsi a informare i propri clienti sugli aumenti automatici delle tariffe di telefonia mobile, che applicheranno a partire da gennaio 2024. indicizzato all’inflazione, condizione che non lascia spazio al diritto di recesso (almeno non gratuitamente, in quanto non è considerata una modifica contrattuale). Dopo mesi di confronto con le imprese, le associazioni dei consumatori – Adiconsum, Adoc, Federconsumatori, Cittadinanza Attiva e Udicon – hanno inviato una lettera al governo, indirizzata al Presidente del Consiglio, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al Sottosegretario all’ Innovazione Alessio Butti, all’Antitrust e all’Agcom, chiedendo un pronto intervento in difesa degli utenti.

Su richiesta delle associazioni

La storia vede Tim e Wind Tre in primo piano, ma tocca molte delle società di telecomunicazioni. Quello degli aumenti automatici dei prezzi sarebbe un meccanismo che limita la libera scelta del consumatore di risolvere il contratto senza spese – spiega le organizzazioni nella comunicazione, che il Solo 24 ore —, in quanto esclude una modifica contrattuale unilaterale. I due operatori hanno quindi iniziato ad avvisare i propri clienti delle imminenti modifiche dei termini dei contratti, sia nuovi che esistenti, al fine di garantirsi la possibilità di modificare le tariffe dei propri servizi in qualsiasi momento a partire dal 1° gennaio 2024. all’inflazione annuale Istat. La condizione ottimale per il consumatore, sostenuto dalle associazioni, sarebbe quella di evitare ogni tipo di aumento dei costi, ma soprattutto la richiesta di intervento del governo, poiché il settore deve trovare una nuova dimensione nel panorama economico del Paese e non può essere lasciato solo – scrivono nella lettera – richiede particolari attenzioni e scelte strategiche nell’interesse della collettività.

La denuncia di Federconsumatori

Durante una valutazione con Agcom – spiega Giovanna Capuzzo, vicepresidente di Federconsumatori – i prezzi più bassi in Italia si riscontrano nel rapporto tra il numero di giga disponibili per il proprio smartphone e il costo di questo servizio. Negli anni è quindi entrato in funzione un meccanismo vantaggioso per i consumatori, ma che ha portato alla crisi del settore, che ha a che fare con gli utenti che utilizzano Internet molto più spesso a causa dello smart work e delle piattaforme di streaming video. Secondo l’ultimo rapporto di Assotelecomunicazioni, il mercato delle telecomunicazioni ha registrato un fatturato complessivo di 27,9 miliardi di euro nel 2021, rispetto ai quasi 42 miliardi realizzati nel 2010. È chiaro che per rendere sostenibile il sistema serviranno degli aumenti – continua Capuzzo -. Abbiamo suggerito alcune soluzioni: aumentare l’aliquota, ad esempio abbassando l’IVA, mantenendo lo stesso prezzo; ricomprendere le aziende di telecomunicazioni tra i temi energivori in modo che possano usufruire degli sgravi; certamente anche dare vita al progetto di rete unica per l’implementazione della digitalizzazione e della banda larga.

Gli aumenti applicati da Tim

Da un’indagine condotta dal Codacons lo scorso ottobre emerge che Tim ha dato il via alle comunicazioni il 1° settembre, dandogli la possibilità di recedere gratuitamente dal contratto fino al 30 novembre 2022, ora prorogato fino al 31 marzo 2023. A causa delle mutate condizioni di mercato , Tim modifica il prezzo mensile di alcune offerte mobile per i clienti ricaricabili. In particolare, a partire dal primo addebito successivo al 1° settembre 2022, a tali offerte verrà applicata una maggiorazione dei canoni mensili fino a 2 euro (IVA inclusa), variabile in funzione della specifica offerta attiva sulla linea del cliente. Tuttavia, di recente ha annunciato le modifiche alle offerte di rete fissa “Internet Senza Limiti Premium”, “Tutto Senza Limiti Premium”, “Tutto premium” e “Smart Premium”, la cui tariffa sarà maggiorata annualmente, in misura percentuale pari all’indice Ipca registrato dall’Istat, senza includerne i valori negativi, e un tasso di incremento pari al 3,5%. L’aumento complessivo non può superare il 10%.

Il prezzo aumenta di Wind Tre

I clienti Wind Tre, invece, hanno ricevuto segnalazioni, sempre secondo il Codacons, che dal 1° dicembre 2022 il corrispettivo per l’invio della fattura non fiscale in formato cartaceo sarà maggiorato di 1 euro a spedizione. Per continuare a fornire livelli di servizio in linea con le crescenti esigenze del mercato, 2022 il costo del servizio della tua offerta fissa è maggiorato di 2 euro al mese (2 euro + IVA per i clienti con partita IVA). Per alcune offerte fisse, l’aumento di prezzo può arrivare anche a 6 euro al mese. La società ha invece inserito nei nuovi contratti una clausola che recita: Il cliente prende atto ed accetta che da gennaio 2024, in caso di variazione annua positiva dell’indice nazionale dei prezzi al consumo Foi rilevata dall’Istat nell’ottobre del precedente anno, Wind Tre ha facoltà di aumentare il prezzo mensile del servizio di una percentuale pari alla variazione di tale indice o almeno pari al 5%.

Vodafone e Fastweb

Vodafone aveva inoltre segnalato ai propri clienti lo scorso ottobre che dal primo rinnovo successivo al 13 novembre 2022 il costo di alcune offerte mobili di Rete Sicura aumenterà di 0,99 euro o 0,50 euro al mese in base all’offerta. A partire dal 15 novembre 2022, il costo di alcune offerte fisse aumenta di 1,99 euro al mese, permettendoci di continuare a investire nella rete per fornire ai nostri clienti la massima qualità dei nostri servizi. Così come Fastweb, che ha annunciato che dal 1° novembre 2022 alcune offerte di rete mobile saranno sostituite da offerte attualmente disponibili per i nuovi clienti. Questa variazione fa sì che per alcuni clienti il ​​costo possa aumentare di un importo compreso tra 0,05 e 3 euro al mese.


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