il giallo della laurea. A casa era pronta la festa ma all’università non era previsto l’esame

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Riccardo Faggin, 26 anni, è morto nella notte tra lunedì e martedì: la sua Opel è uscita improvvisamente di strada e si è schiantata contro un platano lungo via Romana Aponense. Tuttavia, rimangono molte domande intorno al tragico incidente.
Ieri, infatti, era tutto pronto nella villa di via Monferrato a Voltabrusegana per festeggiare il diploma di infermiere del giovane. Secondo quanto riferito alla famiglia, il 26enne avrebbe dovuto laurearsi ieri. All’UUniversità di PadovaTuttavia, quella mattina non era prevista alcuna sessione di laurea. Riccardo Faggin, iscritto al corso di Scienze infermieristiche dal 2016 non sosteneva esami da tempo. Il fatto, confermato dai dati universitari, getta un velo oscuro sull’intera vicenda.
La famiglia Faggin, già devastata per la perdita del figlio, è venuta a conoscenza dei dettagli riguardanti la sua carriera accademica solo nel primo pomeriggio di ieri. Il padre del ragazzo, Stefano Faggin, imprenditore ed esperto informatico, ha avuto la forza di dire poche parole: “Stiamo cercando di capire”.

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LA DINAMICA
Poco dopo la mezzanotte di lunedì, l’Opel Corsa proveniente da Abano Terme in direzione Padova, pochi metri dopo la discesa del viadotto ferroviario, ha sterzato violentemente, è entrata nella corsia opposta e si è schiantata contro un platano nei pressi di via Latisana.
L’intervento del Suem 118 è arrivato al momento giusto, ma i medici non hanno potuto far altro che confermare il decesso. I vigili del fuoco, giunti dal distaccamento locale, hanno messo in sicurezza l’area e la polizia locale ha deviato il traffico e indagato sull’incidente. Le operazioni di soccorso dei vigili del fuoco sono terminate dopo circa due ore.

CHI ERA
Dopo gli studi all’Istituto Superiore Scarcerle, Riccardo aveva deciso nel 2016 di iscriversi alla Facoltà di Infermieristica dell’Università di Padova. Il suo sogno era diventare un’infermiera del soccorso alpino. Tra le sue passioni, infatti, c’era la montagna. Amava anche cucinare e aveva cucinato per la sua famiglia la sera prima dell’incidente. Ha visitato la parrocchia di San Martino in Voltabrusegana ed è stato l’animatore delle attività. Infatti è ricordato dai volontari come un ragazzo buono, altruista e volenteroso.
Riccardo lascia la mamma Luisa e il papà Stefano, volontario di Croce Verde da 16 anni e presidente della Fidas Padova (gruppo donatori di sangue) dal 2008 al 2011. Riccardo aveva anche un fratello minore, Enrico.

IL DUBBIO
Grande la sofferenza dei parenti di Riccardo, che si interrogano sui motivi della morte del ragazzo. L’incidente stradale che ha coinvolto Riccardo Faggin è avvenuto alla vigilia del giorno in cui avrebbe festeggiato un traguardo che non aveva ancora raggiunto.
“Quella era una strada che faceva spesso per tornare a casa. Lo sapeva bene – racconta un amico di famiglia – Riccardo era un bravissimo ragazzo e lo ricorderemo tutti con affetto”. Un testimone, residente nelle case vicino al luogo dell’incidente, ha aggiunto: “Ho sentito un botto nel cuore della notte, tremava tutto, poi le sirene dell’ambulanza”. La polizia locale sta indagando sulla dinamica e sulle possibili cause dell’incidente. Il magistrato di turno non ha disposto l’autopsia sul ragazzo.

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