La Juve si difende: aspettando Del Piero, John Elkann dà un calcio al passato | Primapagina

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Il giorno dopo è tutto più chiaro e non bisogna nemmeno aspettare molto, perché già alle 8 del mattino i proprietari annunciano ufficialmente chi sarà il nuovo presidente, Gianluca Ferrero, Manager Exor di consolidata esperienza, uomo d’affari e di finanza, contabile. John Elkann lo scelse lui stesso e lo nominò, oltre che nuovo direttore generale, in carica dal terremoto, ovvero Maurizio Scanavino, anche lui torinese e ovviamente della Juventus, anche lui vecchio fidato collaboratore del numero uno, che gli affidò lui ruoli di primo piano nel mondo dell’editoria (ha studiato e realizzato l’integrazione di due colossi come Repubblica e Stampa) e ora gli chiede di mettere mano a un altro gioiello di famiglia, proprio alla vigilia del centenario della tenuta Agnelli.

È un passo molto lontano dalla Juventus di Andrea Agnelli, lo possiamo già dire, senza dover conoscere il resto del prossimo cda o chi sarà il direttore generale. È un passo che la porta definitivamente fuori dal passato, difficile immaginare in futuro di vedere Luciano Moggi brindare in tribuna durante le partite. Già nel 2006, appena sciolta Calciopoli, l’allora giovane nipote dell’avvocato (scelto dallo stesso Gianni Agnelli per la sua successione) prese pubblicamente e spudoratamente le distanze dalla gestione di Moggi e dalla successiva strategia difensiva del club. L’arrivo di Andrea Agnelli e la sua dura battaglia per riscrivere gli anni di Calciopoli hanno in qualche modo avvicinato Moggi alla vita pubblica bianconera. pur senza alcun incarico ufficiale, soprattutto nei primi anni, il giovane presidente bianconero ascoltava spesso i consigli di un “vicino di casa”. Quel tempo ora è decisamente finito.

Oggi c’è una Juventus che probabilmente dovrà difendersi nuovamente in tribunale – e un’altra inchiesta sportiva è appena diventata pubblica – che pensa che sia più facile farlo con altri uomini rispetto a quelli che l’hanno condotta in questa continua corsa alla sconfitta, almeno nel bilancio, soprattutto che è meglio farlo con uomini che siano essi stessi liberi da accuse. Per questo la cassa integrazione è stata concordata con i proprietari, se non addirittura spinta da loro. Le accuse sono note e gravi e se ciò non bastasse i fatti contestati (dal falso in bilancio alle false comunicazioni sociali) non sono serviti ad altro scopo se non quello di accumulare perdite: dai -19,2 milioni del 2018 in 4 anni la Juventus è passata ai -254 milioni del 2022, non ancora approvati dall’assemblea dei soci proprio a causa dei contenziosi sollevati dalla Consob e che il club si è impegnato a risolvere (il 27 dicembre dovrebbe finalmente arrivare il ok, dopo 2 rinvii).

Dopo le nomine seguirà un aumento di capitale. Le buche vanno coperte e la maggiore garanzia per i tifosi è proprio la capacità economica dell’edificio, La Juventus, che è sopravvissuta a Calciopoli, sopravviverà anche a questo terremoto, quali che siano le conseguenze sportive (un’inchiesta può ripartire anche da qui). Il prossimo futuro di Allegri oggi non è in discussione, cosa non possibile con una gestione così provvisoria e in declino, ma è anche troppo presto per dire che la sua posizione (e quella di Cherubini) sia più forte, che Max è già diventato un manager inglese. Regolati i conti e se e come dovrà difendersi in tribunale, la nuova Juve comincerà a preoccuparsi degli attacchi in campo. E poi quel giorno potrebbe comparire anche il nome di Alex Del Piero, che tutto il mondo bianconero rivendica e rimpiange dal giorno in cui se n’è andato. Anzi, è stato mandato via.
@GianniVisnadi

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