La sanità affonda ma è ora di reagire

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di Aldo Grasselli

Il governo boccia la manovra con finanziamenti ridicoli. I 19,7 miliardi del Pnrr finanziano strutture che finiranno il personale sanitario. De Mes offre finanziamenti sanitari a un costo inferiore rispetto ai Btp spesi, ma non è ben accolto. Il MEF non autorizza le linee guida per i medici a contratto, i veterinari e gli operatori sanitari. Abbiamo solo bisogno di piangere o reagire per cambiare le cose.

30 nov

Secondo le Regioni ci sarà un deficit di 15 miliardi di euro per la sanità nei prossimi 3 anni. Le risorse minime, le più urgenti, per reintegrare parte del personale mancante per sostenere la costosa energia che ha aumentato il costo dei servizi e delle forniture, per mantenere le cose sostanzialmente invariate cioè scivolando su un pendio scivoloso di graduale declino.

Nella fase emergenziale, le contraddizioni insite nel sistema delle autonomie convergono tutte e determinano la più ampia crisi del benessere nazionale, lacerando le difese delle fasce più deboli della popolazione, i bisognosi, i poveri, i nuovi poveri. , anziani e malati.
Chi ha sostenuto e continua a sostenere il sistema non sono le teorie corporative o il management tecnico-politico, ma i dipendenti e gli affiliati del Servizio Sanitario Nazionale che ogni giorno tengono acceso l’altoforno del SSN in cui è in gioco il destino di tante persone. bruciato e si consuma il modello universalista e solidale con la sanità pubblica costituzionale.

Tutti hanno pronunciato parole di lode durante la pandemia. Tutti hanno parlato di rilancio della sanità pubblica. Tutti hanno fornito un riconoscimento sufficiente al personale sanitario che in questi due anni si è battuto per salvare migliaia di persone e per vedere ora allungare il contratto dei lavoratori del settore con un aumento di poco superiore al 4% quando l’inflazione media arriverà a 9 nel 2022 sono % e nel 2023 sarà superiore al 12%.

La linea guida per avviare la trattativa della gestione medica, veterinaria e sanitaria è nei cassetti del MEF. In ogni caso, il budget è ancora del 4% in più per un contratto 2019-2021, scaduto quindi prima di un anno che avrebbe dovuto regolamentare e premiare il lavoro del triennio precedente.

Dopo tutte le proposte intraprendenti e fantasiose sulla legge finanziaria, sarebbe stato gradito un gesto futuristico per poter negoziare e firmare un contratto 2019-2021 e congiuntamente 2022-2024 per tutto il personale sanitario, e con risorse sufficienti.

Il governo Meloni-Salvini-Berlusconi conta invece di concludere un “nuovo patto fiscale”. Parte della manovra andrà a misure come la riduzione del cuneo fiscale, la flat tax, l’aumento della soglia dei premi esentasse e dei fringe benefits, il contante a 5.000 euro, gli sportelli bancomat facoltativi sotto i 60 euro.

Non esistono misure perseguibili a favore della salute pubblica, intesa concretamente personale del SSN che mostri comprensibili sintomi di stanchezza e disagio, conseguente aumento dell’insoddisfazione lavorativa nel SSN, fuga di professionisti verso il settore privato e danno irreparabile all’esecutività delle norme il diritto alla salute.

Tuttavia, a nostro avviso, è imperativo che tutto il personale che ha lavorato nel SSN: dipendente e appaltatore, sanitario e amministrativo, dirigente e professionale, trovi un alleato in Parlamento. La legge finanziaria recentemente rivista dovrebbe essere modificata per dare un riconoscimento economico al personale del SSN che ribalta i fattori e dimostra l’apprezzamento e il valore del lavoro sanitario, dall’amministratore delegato del dipartimento al lavoratore nel lavoro più elementare.

I mezzi per accontentare chi lavora nella sanità non si trovano nelle trattative, né si può pensare che l’aumento del 4% dello stipendio di tutti serva a soddisfare solo una parte della forza lavoro. Non sono i colleghi che devono sacrificarsi per finanziare meglio chi lavora di più, per superare le crisi del sistema, il fisco generale deve fornire una risposta efficace, prima di tutto emergenziale ma anche strutturale.

Non basta alleviare il lavoro collaterale, non basta pagare i premi per il disagio del pronto soccorso, è necessario assicurarsi un prestito che garantisca un adeguato incremento del reddito del personale del SSN. Le strade sono solo due: o un prestito extracontrattuale per aumentare le poste contrattuali fisse e ricorrenti, oppure una riduzione, almeno temporanea, dell’Irpef.

Se non si vuole una sostanziale e irreversibile privatizzazione della sanità.

Se vuoi colmare le differenze di aiuto Nord-Sud.

Lascia che sia il Parlamento a decidere in che modo gli operatori sanitari ricevono il riconoscimento necessario.

Il 15 dicembre scenderemo in piazza a Roma per ribadire questi temi e sollecitare il Parlamento ad intervenire adeguatamente sulla legge di Bilancio e in ogni azienda le assemblee sindacali daranno un segnale concreto del disagio e del malcontento di medici, veterinari e operatori sanitari del GGD.

Aldo Grasselli
presidente FM

30 novembre 2022
© Riproduzione riservata


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