L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale svela le tre truffe più diffuse sul web: ecco quali sono

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L’Agenzia nazionale per la sicurezza informatica ha identificato le tre truffe più comuni su Internet. E tutti beneficiano della buona fede delle persone: molti, infatti, si fidano dei messaggi che vengono inviati ladri digitali. Secondo l’agenzia per la sicurezza informatica, le azioni fraudolente si basano sulIngegneria sociale“una tecnica di manipolazione psicologica diffusa tra i criminali e all’origine di innumerevoli tipi di attacchi informatici”.

La prima truffa individuata sembra banale, ma le persone – stanche o distratte – possono facilmente sbagliare. Si tratta diestorsione via e-mail. L’utente riceve un’e-mail che inizia così: “Il tuo sito è stato violato“. Poi ottiene di più. Il truffatore chiede alla vittima un deposito bitcoin e minaccia di rivelare informazioni aziendali sensibili che afferma di avere se non riceve un compenso. Ma il truffatore mente: non ha dati sensibili e vuole spaventare le persone meno esperte, convincerle a pagare il necessario.

Un’altra truffa è quella su “pacchi falsi“. Le vittime ricevono e-mail che le informano che un pacco non è stato consegnato: “Non abbiamo potuto consegnare il pacco perché non c’era nessuno a firmare per la conferma di consegna. Siamo qui per informarvi che abbiamo bisogno di conferma: cliccate qui per confermare”. In questo modo gli utenti sono invitati a cliccare sul pulsante loro indicato che, dopo alcuni click, li reindirizza ad una pagina che chiede il sintesi dei daticompresi i riferimenti del carta di credito. Ti verrà quindi richiesto di effettuare un pagamento. A quel punto viene chiesto alla vittima di confermare l’acquisto, tramite codici di autenticazione, utilizzando i loghi delle banche, per rendere il tutto più credibile.

E poi c’è più truffa Avanzate, quello che prende di mira le persone in cerca di lavoro. Su un noto social network professionale compare una pubblicità: “Siamo interessati al tuo profilo professionale. Se stai cercando lavoro, contattaci“. La notifica sembra essere una delle tante, ma in realtà dietro quell’annuncio c’è una truffa. Dopo che la vittima ha risposto all’annuncio, viene persino invitata per un colloquio a distanza. Durante l’incontro, il finto reclutatore ne chiede uno alla vittima documento in formato pdf per valutare le condizioni di lavoro. Ma quel file è un documento infetto che inoculare virus sul computer della vittima.

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