Morto Davide Rebellin, travolto e ucciso da un camion mentre si allenava

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Tragedia nel mondo del ciclismo. Davide Rebellin, 51 anni, è morto dopo essere stato investito da un camion durante l’allenamento. L’incidente è avvenuto questa mattina MontebelloVicenza, in provincia di Vicenza. Rebellin, vincitore in carriera di una Liegi-Bastogne-Liegi e di un’Amstel Gold Race e di una tappa del Giro d’Italia 1996, si è ritirato un mese fa. Secondo una prima ricostruzione, il conducente del mezzo pesante non avrebbe rispettato la precedenza. L’automobilista, a quanto pare, non si è fermato a prestare i primi soccorsi. Ancora da capire se sia stato un gesto volontario o se non si sia accorto dell’impatto con Rebellin.

Cassani: “Rebellin pedalava di persona”

Arrabbiato l’ex Ct della Nazionale, Davide Cassani“È stato incredibile e orribile perdere la vita così, investito da un camion un mese dopo aver smesso di correre da professionista. Per trent’anni non si era mai visto nessun ciclista: Davide era la passione per il ciclismo in persona. È “paradossale perdere la vita un mese dopo aver smesso di correre, sono davvero triste. Ho camminato con lui per due anni – racconta Cassani – ha esordito insieme a Marco Pantani ed è stato subito chiaro che andava forte. Nel ’93 arrivai terzo in una gara in Veneto, i primi erano due ragazzi che conoscevo poco: Armstrong e Rebellin”.

La carriera di Davide Rebellin

Dopo una buona carriera amatoriale, medaglia d’argento ai campionati del mondo. Nel 1992 è stato l’uomo di punta della Nazionale Italiana alle Olimpiadi di Barcellona, ​​ma ha corso al fianco del suo compagno di squadra Fabio Casartelli che ha vinto la medaglia d’oro. Debutta tra i professionisti dopo le Olimpiadi, con un brillante nono posto al Giro di Lombardia e ottiene il primo successo tra i professionisti l’anno successivo vincendo la classifica finale della Hofbrau Cup, breve corsa a tappe tedesca. Dopo qualche anno di clandestinità, si è messo in luce al Giro d’Italia 1996, dove ha trionfato nella tappa che si è conclusa al Monte Sirino e ha indossato la maglia rosa per sei giorni consecutivi. Sesto in classifica generale di quel Giro, si ripete con una buona prestazione alla Vuelta a España, che chiuderà settimo.

Nel 1997 mette a segno una prestigiosa doppietta e vince in pochi giorni la Clßsica San Sebastißn e il Gran Premio di Svizzera a Zurigo, sfruttando la condizione raggiunta al termine della Grande Boucle, suo obiettivo principale della stagione. Così, ormai trentenne, dopo diverse stagioni in cui avrebbe potuto vincere molto di più, si specializza finalmente nelle corse in linea e nelle brevi corse a tappe, vincendo la Tirreno-Adriatico 2001. Nel 2004 è protagonista di una stagione in cui vittorie in Amstel Gold Race, Walloon Freccia e Liège-Bastogne-Liège: è così che è diventato il primo ciclista in grado di conquistare le tre classiche delle Ardenne in una settimana. Nella stagione 2007 nelle Ardenne è ancora protagonista: secondo, primo e quinto posto rispettivamente all’Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi.

Ha poi onorato l’ottava maglia azzurra ai mondiali di Stoccarda ed è riuscito a finire sesto. Nel 2008 vince la sua prima Parigi-Nizza e l’anno successivo vince per la terza volta la Freccia Vallone. Il 9 agosto 2008, alle Olimpiadi di Pechino, nel giorno del suo trentasettesimo compleanno, vince la medaglia d’argento nella prova in linea. Medaglia poi ritirata per positività al doping, in particolare al Cera. Dopo sette anni, il 30 aprile 2015, è stato assolto dalle accuse di doping ed evasione perché “il fatto non sussiste”. Il 27 aprile 2011, al termine dei due anni di squalifica, torna alle corse ea 40 anni vince la novantunesima corsa della Tre Valli Varesine. Negli ultimi anni di carriera riesce comunque a vincere alcune classiche italiane come la Coppa Agostoni, termina l’attività agonistica il 16 ottobre 2022 nelle sue strade di casa alla Veneto Classica e chiude con un trentesimo posto alla veneranda età di 51 anni. .

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