Niente di buono all’orizzonte per i medici italiani

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di Filippo Maria Larussa

16 nov

Gentile Direttore,
al di là dei primi, generici ed evidenti riconoscimenti di apprezzamento e gratitudine, i primi segnali che il nuovo governo sta inviando ai medici e ai responsabili delle cure del SSN sembrano sempre più deludenti e fonte di sgomento e preoccupazione tra gli operatori.

Alcune affermazioni sul “comportamento” (in realtà l’attività clinico-diagnostica) dei medici incaricati di ispezionare le navi delle Ong ei loro “carichi” di umana disperazione, definiti “bizzarri” prima dal Presidente del Consiglio, poi dal Senatore. Malan “soggetto a possibile intervento normativo” per intrinseca incoerenza logica. Di questo passo, invece di liberalizzare l’accesso alla professione medica, si dà l’impressione di tendere al controllo ex ante della pratica!

Destano invece preoccupazione le prime uscite pubbliche del nuovo ministro della Salute, nostro collega medico. Senza entrare nel merito, il primo provvedimento, ripristino dell’impianto idraulico no-vax, ha dato l’impressione di una scarsa “familiarità”, almeno comunicativa, da parte del prof. Schillaci con i complicati ingranaggi dell’universo sanitario.

Sostenendo che il reintegro in servizio si è reso necessario per la carenza di operatori (dipendenti meno di 500 su 4.000) e che il ricollocamento dopo l’idoneità è in capo alle direzioni mediche e non, come di norma, ai medici abilitati, non ha suscitato alcun entusiasmo. Ma anche a volerli ridurre a incomprensioni, titubanze, spazzate di un esordio istituzionale, è sui fronti economico, fiscale e sociale che l’orizzonte appare fosco, persino fosco.

Sul fronte economico, la previsione di drastico definanziamento del SSN a livello pre-Covid già certificata dal Nadef per il 2025 dovrebbe durare 1 se non 2 anni, sulla base delle credibili proiezioni di primarie agenzie di rating, sul calo stimato dell’1,4% del PIL nel 2023.

Poco “materiale” se non il tardivo rinnovo del CCNL 2019-2021, ad ulteriore riconoscimento, con un delta inflazionistico che erode il potere d’acquisto salariale di almeno 15/20 punti nel triennio 2022-2024, e il cui recupero oggi sembra chimerico.

Ancor meno chiaro e sufficientemente rinfrescante è il non meglio definito riconoscimento economico per la formazione specialistica, o forse anche per l’opera in discipline PS con possibilità limitate per la libera professione (ma non è già attiva una specifica cassa perequativa contrattuale sul volume di ALPS aziendale ?).

Sul fronte fiscale sta emergendo una sorta di strabismo legislativo (o persistenza?). Da un lato, le misure di sostegno (bonus da 200 e 150 euro, bollette ridotte, ecc.) sono riservate ai socialmente deboli, quantificati in un range tra i 20.000 ei 30.000 euro di reddito accertato o dichiarato, secondo un’irrisolta ipocrisia italiana.

Invece l’aumento del plafond di cassa e della flat tax, crescente o meno, a 85/100.000 euro annui solo per gli autonomi e per le partite Iva, è di fatto un cenno alle classi più agiate, e a chi sa evadere/eludere, nonostante “ai condannati del 730”. Che nella PA possono essere meglio definiti “gli emarginati del 730”, visto che a loro, a differenza dei dipendenti privati, vengono ostinatamente negati i fringe benefits esentasse fino a 3.000 euro, i premi di risultato con aliquota ridotta del 10%, sempre al di sopra di 3.000 euro: quelle misure che il presidente Meloni ha battezzato il 13esimo aggiuntivo, ma ha i connotati di un miraggio per gli “eroi”!

Coloro che hanno dulcis in fundo dovrebbero poter continuare a lavorare in queste ore, una volta soddisfatti i requisiti pensionistici, un aumento della retribuzione previdenziale per loro conto (8,85%), ma non computato ai fini della pensione e del TFS / TFR anni senza contributi: un vero affare, ovviamente, solo per il datore di lavoro statale!

Quando il buongiorno si vede dal mattino, il chiaro di luna si trasforma in proteste eclatanti e senza precedenti.

Gli eroi si sentono relegati ad essere figli di un Dio minore e la loro impazienza non può essere rappresentata come un pregiudizio ideologico/politico ostile, o un disordine strumentale del manovratore.

Filippo Maria Larussa

Anaao Assomed Membro Esecutivo Nazionale

16 novembre 2022
© Riproduzione riservata


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