«Prestazione del medico priva di diagnosi»

0

SEDICO – Il giudice potrebbe sciogliere oggi la riserva, in merito al delicato caso di David Bristol. Le aspettative sono alte e il timore dei genitori del 18enne di Sedico morto nella sua abitazione nella notte tra il 13 e il 14 luglio 2021 dopo una visita della cabina di regia di Belluno, è che la vicenda possa essere archiviata una volta . e per tutti. Il pubblico ministero ha già tentato due volte. Ma il legale di famiglia ha resistito ed è riuscito a riaprire le indagini e ieri mattina, in tribunale a Belluno, il caso è stato nuovamente discusso. Erano presenti il ​​medico del pronto soccorso di Belluno Angelo Beccari, unico sospettato della morte del ragazzo, ei familiari della vittima, Paolo Bristot e Barbara Vanz. Il giudice, udite le parti, si è preso il suo tempo. Potrebbe esprimersi già oggi, avendo già studiato le carte del fascicolo, ma non dovrà certo aspettare molto per conoscere la sua decisione.

GLI SCENARI

Le ipotesi sono tre: il giudice istruttore può chiudere il caso, riaprirlo e predisporre nuove indagini, oppure formulare lui stesso un atto d’accusa. Leggendo le conclusioni della perizia medico-legale disposta dalla Procura della Repubblica, sembra quasi impossibile che un caso del genere possa essere archiviato: prima ancora, dalla conferma di un corretto, meticoloso e completo iter metodologico per arrivare alla diagnosi”. Ma con la malasanità tutto è appeso a un filo. In una lettera di qualche mese fa, i genitori di David avevano espresso il loro dolore per l’accaduto: “Vogliamo e pretendiamo di sapere la verità, perché non è giusto morire così”. Tuttavia, qui non c’è solo il dolore di una famiglia. C’è un comportamento, quello del medico del pronto soccorso, che è stato definito dalla Procura della Repubblica “colpa grave dovuta a negligenza e negligenza”.

IL PASSAGGIO

È uno dei passaggi fondamentali della relazione stilata dal medico legale Antonello Cirnelli. In un altro punto si legge che è “conoscenza di base per qualsiasi operatore sanitario che un’alterazione dei parametri idroelettrolitici può causare la morte per aritmia improvvisa”. Il campione di sangue prelevato al ragazzo quel giorno dall’infermiera del pronto soccorso non è mai stato analizzato. “Ci è stato detto – ci avevano raccontato i genitori di Davide – che l’esame del sangue avrebbe consentito una facile verifica dei valori mancanti (sodio, potassio, magnesio). David era un ragazzo giovane, sano e in forma. Una visita più ravvicinata e in effetti un semplice esame del sangue avrebbero potuto facilmente fare la diagnosi corretta, anche in relazione agli altri sintomi evidenti che stava riscontrando, come mal di testa e vomito. A quel tempo, una semplice somministrazione delle sostanze carenti avrebbe potuto salvargli la vita.

LA STORIA

Il ragazzo è entrato in ospedale senza riuscire ad alzarsi ed è stato dimesso in modo clamoroso, tanto che aveva bisogno di qualcuno che lo aiutasse a camminare. Si può fare di più? Secondo il rapporto, sì: “Il medico non ha individuato il problema ei rischi ad esso associati; allo stesso tempo, nulla ha funzionato in modo completo e decisivo per far sì che ciò avvenisse. Il medico non ha verificato lo stato chimico del sangue del ragazzo e poi ha chiesto ad altri di effettuare ulteriori accertamenti (visita neurologica) senza fare la minima diagnosi da parte sua». A prima vista, insomma, tutto sembra chiaro. ultima parola.Certamente, come avevano sottolineato i genitori del ragazzo, “l’unica certezza resta che da quella sera non abbiamo più visto il sorriso di Davide…”.

You might also like