proroga al 31 gennaio 2023 con nuovi chiarimenti

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Un giorno prima della scadenza fissata per il 30 novembre 2022, presso il dichiarazione sugli aiuti di Statol’Agenzia delle Entrate, con provvedimento del 29 novembre, concede a proroga di due mesi.

È stato stabilito che il nuovo termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi è stato fissato al n 31 gennaio 2023molto più lungo dei presunti 15 giorni.

C’è tempo fino a fine gennaio anche per la restituzione delle somme in eccesso ricevute.

Un adempimento che ha preoccupato i contribuenti, che negli anni 2020-2021 hanno beneficiato di alcune agevolazioni anti-Covid, e, chiaramente, anche i loro consulenti.

Negli ultimi giorni si sono aggiunte anche le difficoltà derivanti da una normativa complessa e incompleta problemi tecnici.

Pertanto, proprio in considerazione della scadenza, è stata concessa un’ulteriore finestra temporale per l’invio senza penali della dichiarazione.

Inoltre ancora il 29 novembre i Domande frequenti presenti sul sito dell’Agenzia delle Entrate si sono arricchite di due nuove reazioni.

Andiamo d’accordo e partendo da questa nuova FAQ, proviamo ad approfondire le notizie di cui sopra.

I nuovi chiarimenti

Con due nuove FAQ, le autorità fiscali hanno chiarito i punti di conformità più poco chiari.

Come calcolare gli interessi

Una delle due risposte riguarda in particolare il calcolo degli interessi nel caso in cui il contribuente, dopo aver superato i massimali di aiuto, debba restituirne una parte.

Come chiarito nelle istruzioni a corredo del modello di autodichiarazione, gli interessi di recupero devono essere calcolati sulla base delle indicazioni imposte dal Regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione del 21 aprile 2004 (successivamente modificato dalla Comunicazione 2008/C 14/02).

Ma si tratta di calcoli complessi, per i quali sono state chieste ulteriori spiegazioni al fine di determinare correttamente l’importo.

Al riguardo, l’Agenzia conferma che:

– quando si tratta di concedere aiuti dal plafond di 800.000 fino all’importo-obiettivo di 1.800.000 per gli aiuti di cui all’articolo 3.1 del TIR, il tempo che intercorre tra l’utilizzo/la messa a disposizione dell’aiuto fino al 28 gennaio 2021 (data di entrata in vigore del nuovo massimale);

– se invece si tratta dell’articolo 3.12, gli interessi di recupero devono essere calcolati:

a) per gli aiuti utilizzati prima dell’entrata in vigore dell’articolo 3.12, per il periodo dall’utilizzo/messa a disposizione del dispositivo fino alla data di entrata in vigore del medesimo comma 3.12, se non è superato il limite di 3.000.000;

b) per gli aiuti utilizzati successivamente all’entrata in vigore del comma 3.12, per il periodo dall’utilizzo/messa a disposizione dell’aiuto fino al 28 gennaio 2021 (data di entrata in vigore del nuovo plafond di 10.000.000).

Come sottrarre aiuti sequenziali

La seconda risposta, invece, riguarda le modalità di detrazione dell’aiuto successivo in caso di mancata restituzione dell’importo indebitamente versato.

In questo caso, il riferimento alla norma conferma che:

– l’importo corrispondente è dedotto dall’aiuto di Stato successivamente percepito dalla stessa società;

– a tale importo vanno aggiunti gli interessi di recupero maturati fino alla data di messa a disposizione del nuovo aiuto;

– in assenza di nuovo aiuto a favore del beneficiario, ovvero qualora l’importo del nuovo aiuto non sia sufficiente a garantire l’integrale recupero, l’importo da recuperare dovrà essere effettivamente rimborsato.

Per chiarire meglio queste regole, troverai nelle FAQ le modalità per eseguire correttamente la detrazione.

La proroga fino al 31 gennaio 2023

Anche dopo la pubblicazione, avvenuta poche settimane prima della scadenza del 30 novembre, di alcune FAQ da parte dell’Agenzia, e pur con la possibilità di approvare la compilazione “semplificata”, i dubbi non sono tutti svaniti.
Inoltre, il 26 novembre, il CNDCEC ha segnalato con una lettera ai ministeri competenti (Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero delle Imprese e del Made in Italy) le difficoltà di accesso al sito web del Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA), in cui i dati per la compilazione dell’autodichiarazione.

Per questo l’Amministrazione Finanziaria e delle Dogane ha concesso la proroga fino al 31 gennaio 2022 poche ore prima della scadenza.

Inoltre, lo era esteso il termine per il pagamento del importi eccedenti i limiti dei massimali di cui alle Sezioni 3.1 e 3.12 del Quadro Temporaneo.

In particolare, tali importi dovranno essere volontariamente restituiti o detratti dagli aiuti percepiti successivamente, non più entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021, ma non oltre il 31 gennaio 2023 o entro il termine del la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021 se tale periodo scade successivamente al 31 gennaio 2023.

Restano però due considerazioni fondamentali:

1) siamo in presenza dell’ennesimo caso di a compimento complesso, poco chiaro e programmato in uno periodo già ricco di scadenze fiscali che forse potrebbe essere gestita con maggiore calma e, soprattutto, certezza;

2) prendine uno prolungare il giorno prima del termine è comunque un risultato accettabile, ma certamente non soddisfacente per tutti coloro che, per soddisfare le condizioni di legge, hanno dovuto affrontare una vera e propria corsa contro il tempo con tutti i rischi connessi al dover assolvere a tanti adempimenti concentrati su lo stesso giorno (non va dimenticato infatti che il 30 novembre scadono anche molti altri adempimenti, tra cui l’invio delle dichiarazioni dei redditi e dell’IRAP e della LIPE del terzo trimestre).

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