Senza avviso bonario, ravvedimento speciale anche per omessi versamenti

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I commi da 174 a 178 della Legge n. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023) prevedono la possibilità di utilizzare il correzione speciale consentendo, restando necessario l’obbligo del pagamento delle imposte e degli interessi, di ridurre le sanzioni ad 1/18 del minimo legale, indipendentemente dal tempo trascorso dalla rettifica della violazione.

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Tuttavia, lo ha fatto avviso di atti di liquidazioneA partire dal verificaA partire dal recupero e da disputa E imporre sanzionicosì come da avvisi di irregolarità successive verifiche formali prima arte. 36-ter del DPR n. 600/1973 esclude l’accesso a tale vantaggiosa possibilità di revoca parziale delle sanzioni, mentre oggetto della disposizione speciale solo le violazioni diverse da quelle descritte ai commi 166-173 (sanatoria dei vizi di forma) e 153-159 (definizione di costituzione in mora).

Quest’ultima procedura consente, in particolare, di porre rimedio alle infrazioni contestate attraverso le denunce di irregolarità emesse ai sensi del comma 3 dell’art. 36-BIS del DPR n. 600/1973 e dell’art. 54-BIS del DPR n. 633/1972, con pagamento del 3% delle sanzioni in proporzione all’imposta dovuta.

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Comunicazioni benigne: quando si può usare la definizione facilitata?

Il fattore decisivo per l’utilizzo o meno della segnalazione facilitata delle irregolarità è, in linea di principio, la ricezione:

1. di bonifica con riguardo agli anni d’imposta 2019, 2020 e 2021, anche se pronunciati successivamente all’entrata in vigore della legge di bilancio (1° gennaio 2023)

– per i quali non sia ancora scaduto il termine di 30 giorni per il rimborso ridotto;

2. di costituzione in mora bonaria il cui pagamento rateale è già iniziato il 1° gennaio 2023

– in questo caso i pagamenti proseguono con penali ridotte al 3% anziché al 10%.

Quando si possono invocare i vari condoni?

Per quanto detto, nei casi in cui a denuncia di irregolarità di cui ai predetti articoli 36-BIS e 54-BIS su periodi d’imposta ancora verificabili non lei era ricevuto dal contribuenteal contempo, deve essere riconosciuto il diritto al pentimento speciale, per l’assenza di ostacoli a tale istituto e per l’impossibilità di accedere al procedimento di definizione delle liti.

Diversamente, nei casi in cui, alla data di entrata in vigore della legge di bilancio (1° gennaio 2023), gli avvisi contenenti irregolarità siano stati regolarmente segnalati:

– non erano più “pendenti”. corso del periodo prevedere il pagamento ridotto delle sanzioni;

– e, per effetto di tale mancato pagamento, fino al 30 giugno 2022 non sono stati già affidato i relativi compiti delle agenzie di riscossione,

non sarà possibile accedere alla definizione delle comunicazioni amichevoli (per impedimento creato dall’atto di liquidazione), né alla soppressione quater degli incarichi (per mancanza di un incarico assegnato entro giugno 2022).

Finalmente

Il pentimento particolare sembra includere anche i casi di mancato pagamento dei tributi dichiarati, ma a conferma di quanto indicato nella tabella sinottica sottostante, sarebbe interessante conoscere anche il pensiero dell’Agenzia delle Entrate.

E sarebbe anche interessante capire il perché di questa curiosa lotteria delle sanzioni dove, in presenza dello stesso mancato versamento di imposte dichiarate dovute nei moduli, contribuente già iscritto a ruolo, la completa cancellazione delle sanzioni sarà consentito, a chi potrà invece definire un sollecito benigno “pendente” le sanzioni saranno ridotte al 3%, mentre chi non ha ricevuto il sollecito benigno per periodi d’imposta ancora verificabili entro il 31 marzo 2023 potrà ricevere il pentimento speciale con pene ridotte all’1,67% (cioè 1/18 del 30%).

Francamente, non sembra facile trovare una convincente coerenza logica nella seguente griglia di possibilità definitrici:

Tipologia di atto

Una specie di amnistia

Misurare le punizioni

Come accedere

Benigni messaggi “pendenti” emessi nell’ambito della liquidazione delle dichiarazioni relative ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, 31 dicembre 2020 e 31 dicembre 2021, in quanto il termine di pagamento non è ancora scaduto il 1° gennaio, 2023 e che vengono inviate al contribuente successivamente al 1° gennaio 2023

Soddisfano la definizione prima arte. 1, comma 153, legge n. 197/2022 (definizione di comunicazioni amichevoli)

Sanzioni ridotte al 3% – e non al normale 1/3 del 30% (10%)

Pagando la prima rata entro il termine di 30 giorni in caso di rinvio, ovvero l’intero importo dovuto per tasse e oneri sociali, interessi e maggiorazioni, più sanzioni ridotte al 3%

Mancati/insufficienti pagamenti non contestati con costituzione in mora bonaria del 31 marzo 2023

In assenza di notifica di avviso di pagamento (in taluni casi anche in assenza di comunicazione bonaria), possono ricadere nel pentimento speciale (art. 1, commi 174 e ss., Legge n. 197/2022).

Sanzioni ridotte all’1,67% (equivalente a 1/18 del minimo, ovvero 1/18 del 30%)

Pagando entro il termine del 31 marzo 2023, integralmente o in prima rata in caso di rinvio, gli importi richiesti al lordo di imposte, interessi e maggiorazioni, oltre alle sanzioni ridotte all’1,67%. Su questo punto sarebbe auspicabile una conferma con l’Amministrazione delle Entrate e delle Dogane

Cancellazioni bonarie che sono già “scadute” il 1 gennaio 2023, o il cui termine di pagamento è già scaduto il 1 gennaio 2023

In presenza dei relativi corrispettivi per ritardato/insufficienza di pagamento già affidati all’agenzia di riscossione al 30 giugno 2022, questi possono essere inclusi nella demolizione

Completa esonero dalle sanzioni

Presentando apposita istanza entro e non oltre il 30 aprile 2023 per beneficiare dell’esenzione da sanzioni amministrative, interessi inclusi nelle spese, interessi di mora prima arte. 30, DPR n. 602/1973 e spese di riscossione. L’imposta può essere differita in 18 rate

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