Statali, in pensione a 70 anni per chi vuole lavorare. La modifica di FdI al Milleproroghe

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Al lavoro fino all’età di 70 anni, anche se sono soddisfatte le condizioni pensionistiche. Il dossier previdenziale finisce nel Decreto Milleproroghe con un’importante novità in materia di pensioni di legge. Un emendamento formulato da Fratelli d’Italia, che sembra essere sostenuto da larga parte della maggioranza di governo, prevede che i dipendenti pubblici che abbiano compiuto i 67 anni e che non abbiano ancora versato contributi per 36 anni “su base volontaria base richiedere che il servizio permanente resti in servizio fino al compimento dei settant’anni”. La proposta è contenuta in un atto depositato in commissione Bilancio del Senato, a firma dapprima di Domenico Matera. In ogni caso, lasciare il lavoro più tardi non sarebbe automatico. L’emendamento precisa che spetta “alla pubblica amministrazione presso la quale il dipendente è impiegato accogliere la richiesta”. L’operazione sarebbe gratuita, in quanto non è previsto alcun “nuovo o maggiore aggravio per la finanza pubblica”.

Fonti alle prese con questa proposta spiegano che si tratta di una scelta nata dall’esigenza di coprire alcuni fabbisogni lavorativi, visto che quest’anno, attraverso lo strumento Quota 103, potrebbero essere coinvolti circa 10.000 lavoratori.

ASSISTENZA SANITARIA
Quanto alla previdenza, tra gli emendamenti segnalati dai gruppi parlamentari al decreto milleproroghe, uno dei centristi di Noi Moderati e uno della Lega propongono di posticipare a 72 anni la pensione dei medici. In particolare, il documento firmato da Antonio De Poli (Noi Moderati) prevede che «dal 1° gennaio 2023 e fino al 31 dicembre 2026, il limite di età per il collocamento di un ufficio in pensione sarà volontariamente aumentato alla data del settantesimo due anni per il personale medico, dipendente o affiliato, del Servizio Sanitario Nazionale. Tale facoltà è estesa anche al personale medico operante in strutture private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, e ai docenti universitari di medicina e chirurgia. lavoratori di età non superiore a sette anni dal raggiungimento dei requisiti pensionistici.

LA CASA
Importanti novità dal Superbonusfront: Milleproroghe: più tempo anche per l’edilizia sociale Superbonus: ci sarà più tempo per gli Iacp, gli enti autonomi per l’edilizia sociale, per beneficiare della detrazione. In particolare, Forza Italia chiede che per gli immobili «per i quali sia stato eseguito almeno il 60 per cento del totale dei lavori al 30 giugno 2023, la detrazione del 110 per cento sia dovuta anche per le spese sostenute al 31 dicembre 2024». Ancora una volta Forza Italia propone di concedere il Superbonus al 110% per le ville per altri tre mesi. Per le case unifamiliari in cui al 30 settembre 2022 fosse stato eseguito almeno il 30% del totale dei lavori, l’agevolazione massima del 110% non poteva più valere fino al 31 marzo, ma fino al 30 giugno 2023. uso del suolo pubblico dalle aziende di ristorazione. Fratelli d’Italia punta a estendere fino alla fine dell’anno la possibilità per bar e ristoranti di svolgere attività all’aperto su strade, marciapiedi e dehors. Sconti in vista, sostenuti da gran parte della maggioranza, per chi affitta. La cedolare secca può essere applicata anche “all’affitto di immobili destinati prevalentemente ad uso abitativo, ove l’inquilino sia un operatore, un’attività imprenditoriale o delle arti e professioni”. Infine, un emendamento di Fratelli d’Italia istituisce nuovi fondi specifici, del valore di 110 milioni, per Roma in vista del Giubileo del 2025.

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