Vaticano, Pietro Orlandi: “Possibili legami fra caso Emanuela e omicidio Esterman”

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“Potrebbero esserci collegamenti tra questa storia e quella di Emanuela. Esterman conosceva bene mia sorella, quindi ho pensato che sarebbe stato bello essere qui, per mostrare solidarietà alla madre di Cedric”. Così all’Adnkronos Pietro Orlando, intervenuti alla presentazione del libro ‘Sangue in Vaticano’ (edizioni Rizzoli), scritto dall’avvocato Laura Sgrò. “Non sono stati evidenziati effettivi collegamenti tra i due eventi – ha aggiunto – ma molti dei personaggi che ruotano attorno ad essi sono gli stessi”.

“Cedric non aveva motivo di commettere una strage, per la quale, una medaglia che non gli è stata assegnata? La cosa più assurda è che ancor prima che iniziassero le indagini sul posto, dopo solo un’ora, l’ufficio stampa vaticano ha detto che il colpevole era Cedric”, ha detto Laura Sgrò che ha presentato il suo libro questo pomeriggio alla Libreria Feltrinelli – Galleria Esedra. Scritto un volume per chiedere di riaprire il caso dell’assassinio del comandante delle Guardie svizzere Alois Esterman e di sua moglie Gladys: un crimine di cui è stato ritenuto responsabile Cedric Tornayil vice caporale che, secondo le indagini ufficiali, si suicidò subito dopo il duplice omicidio, avvenuto il 4 maggio 1998. Ma 24 anni dopo, la famiglia di Cedric, rivolgendosi all’avvocato Sgrò, chiese la verità.

“Credo che non abbiano mai cercato un vero colpevole – ha detto l’autore all’incontro moderato dal vicedirettore del ‘Corriere della Sera’ Fiorenza Sarzanini – si era parlato di un quarto bicchiere in quella stanza, ma non hanno mai cercato un quarta persona. Penso che non ci fossero solo loro tre lì, c’era una quarta persona che poi se ne andò tranquilla e indisturbata”.

“Perché la famiglia di Cedric non può vedere il fascicolo, che non è mai stato tenuto segreto? Mi è stato detto – ha proseguito – che non avevo diritto ai documenti perché il fascicolo è stato chiuso per insufficienza di prove. Ma poi chiedo: se è stata chiusa per insufficienza di prove, allora perché la colpa è di Cedric? Nessuno mi ha ancora risposto. Le indagini vanno riaperte, riconoscendo che sono state fatte male – ha sottolineato Sgrò – e aspettando di vedere se ci sono altri colpevoli, Cedric può essere riabilitato, che è la prima cosa importante da fare”.

“Ho inviato il libro al santo padre e lui mi ha risposto – ha spiegato l’autore – mi ha inviato una lettera personale riservata, con grande apprezzamento da parte mia e della famiglia di Cedric, perché dopo 24 anni Francesco è il primo papa a rispondere. Spero questo è il primo punto luminoso che può aiutare a riaprire questo caso”, conclude Sgrò.

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